La Coca-Cola, dal 1980, produce la sua bevanda negli Stati Uniti utilizzando una miscela di zucchero e sciroppo di glucosio, un dolcificante derivato dall'amido di mais, con l'obiettivo primario di contenere i costi di produzione.
Questa iniziativa si inserisce nella più ampia campagna dell'amministrazione Trump denominata "Make America Healthy Again", che mira a spingere le aziende a ridurre l'uso di ingredienti considerati dannosi per la salute.
Tuttavia, la questione non riguarda solo la salute pubblica; essa ha anche profonde implicazioni economiche. L'associazione che rappresenta le aziende che lavorano il mais ha già lanciato un allarme sui potenziali effetti occupazionali di tale decisione, paventando la perdita di migliaia di posti di lavoro. Sul fronte opposto, c'è un interesse economico non indifferente: la Florida, lo stato dove Donald Trump ha stabilito la sua residenza al di fuori di Washington, è il maggiore produttore nazionale di zucchero di canna. Questa dinamica sottolinea come la "battaglia dello zucchero" di Trump intrecci salute, economia e interessi regionali.
Abbiamo chiesto un commento ad Arrigo Cicero, presidente Sinut (Società italiana di nutraceutica) e direttore della Scuola di specializzazione in Scienza dell’alimentazione all’Alma Mater Studiorum, Università di Bologna.
“La decisone potrebbe rappresentare una svolta dal punto di vista salutistico”, sottolinea Cicero. “Lo sciroppo di mais, particolarmente ricco in fruttosio, favorisce, infatti, l'innalzamento dei livelli plasmatici di acido urico, anche se normalmente non a livelli tali da scatenare gotta, ma in grado, comunque, di contribuire all'aumento del rischio di sviluppare patologie cardiometaboliche, che siano esse legate alle complicanze della disfunzione endoteliale, dell'ipertensione arteriosa, dell’aterosclerosi o legate a steatosi epatica e insulino resistenza e, quindi, al diabete di tipo 2. L’idea nasce sicuramente non da un'esigenza scientifico-salutistica, ma più commerciale, legata alle forniture di canna di zucchero rispetto a quelle dello sciroppo di mais negli Stati Uniti. Sul mercato europeo l’impatto sarebbe praticamente nullo perché qui la Coca-Cola è prodotta da decenni con zucchero bianco anziché sciroppo di mais. La raccomandazione rimane sempre quella di evitare consumi in generale, ed eccessivi in particolare, di questa bevanda fortissimamente dolce”.
Nicola Miglino
