L'autrice, Elisabetta Lalumera, professoressa associata all’Università di Bologna dove insegna Filosofia della Medicina e Filosofia della Salute, e ricercatrice affiliata all’Università di Johannesburg, guida il lettore attraverso un percorso che spazia da Omero e Aristotele fino alle sfide contemporanee della scienza della nutrizione, toccando i divieti religiosi, le ragioni etiche del vegetarianismo e veganesimo, le discussioni sulla sostenibilità alimentare e le critiche del fat pride e dei movimenti anti-dieta.
Piuttosto che offrire risposte definitive, il volume si propone di sollevare questioni scomode e fondamentali, invitando a riflettere criticamente sulle norme del mangiare plasmate da scienza, etica, identità e potere. Tra le domande cruciali poste dal libro troviamo: perché giudichiamo moralmente le scelte alimentari altrui? È giusto che il cibo sano sia spesso un privilegio economico? Possiamo fidarci della scienza della nutrizione nonostante i conflitti di interesse? Possiamo tutti mangiare a chilometro zero?
Attraverso un linguaggio chiaro e accessibile, Lalumera conduce un'indagine filosofica che mira a far comprendere meglio le diverse dimensioni del "cibo giusto" e ad aiutare il lettore a scegliere quale sia più importante per sé. Il libro si rivolge a chiunque sia interessato a comprendere le radici filosofiche e le implicazioni delle nostre scelte alimentari, andando oltre le semplici raccomandazioni pratiche e invitando a uno sguardo critico e consapevole sul cibo.
