-->

Dispepsia funzionale: nuove evidenze su dieta e nutraceutici

02 Ottobre 2026

Il consiglio dietetico più prescritto nella dispepsia funzionale - pasti piccoli, pochi grassi, niente caffè né spezie - è anche quello che oggi appare meno sostenuto dalle evidenze, soprattutto nella sindrome da distress postprandiale (Pds), che rappresenta circa l'80% dei casi. Negli ultimi mesi diversi lavori hanno rimesso in discussione le principali strategie dietetiche, riordinandole per livello di evidenza e plausibilità biologica.

Il dato più netto viene da uno studio clinico randomizzato controllato: con i consigli dietetici tradizionali (Traditional dietary advice, Tda) solo il 38,0% dei pazienti con Pds ha ottenuto un miglioramento sintomatico clinicamente rilevante - il 20,6% applicando la soglia di risposta più stringente - e appena il 34,5% ha riferito un sollievo adeguato dei sintomi. Sappiamo, inoltre, che in una quota rilevante di pazienti dispeptici sono documentabili un'infiammazione duodenale di basso grado (infiltrazione e attivazione di eosinofili e mastociti), un'aumentata permeabilità epiteliale e un'ipersensibilità viscerale innescata da antigeni alimentari e prodotti della fermentazione luminale. Ne consegue che ridurre il volume del pasto limita la distensione meccanica dell'antro gastrico, ma agire solo sulle porzioni, senza modificare la composizione del cibo, non basta a risolvere i sintomi. Conta anche la distribuzione dei pasti: digiuni prolungati (intervallo cena-colazione superiore a 10 ore) e il salto di colazione o pranzo si associano a un rischio più elevato di dispepsia. Quanto ai grassi, resta vero che i pasti molto ricchi di lipidi stimolano il rilascio di colecistochinina, rallentando lo svuotamento gastrico e amplificando la sensibilità viscerale; eliminarli del tutto, però, non è la strada giusta: all'interno di un modello alimentare mediterraneo, fonti lipidiche di qualità possono contribuire a modulare l'infiammazione mucosa.

La prima alternativa di seconda linea, nettamente superiore ai Tda nello stesso trial, è la dieta a basso contenuto di Fodmap (low-Fodmap): risposta nel 61,3% dei pazienti contro il 20,6 - 38,0% del gruppo di controllo, sollievo adeguato nel 71,0% contro il 34,5%. Riducendo il carico osmotico nel tenue e la produzione di gas da fermentazione, la dieta limita la distensione luminale e, verosimilmente, la stimolazione immunitaria della mucosa. Più esplorativo, ma interessante, uno studio recente su pazienti refrattari agli inibitori di pompa protonica (Ipp): quattro settimane di dieta di eliminazione dei sei alimenti (latte, frumento, soia, uova, frutta a guscio, frutti di mare), associate alla terapia con Ipp, si sono accompagnate a una netta riduzione dei sintomi (punteggio Pagi-Sym da 1,77 a 0,77) e a un miglioramento della qualità di vita. Il razionale ipotizzato è la rimozione degli antigeni alimentari luminali implicati nell'attivazione immunitaria duodenale. Il profilo metabolomico plasmatico (spettroscopia Nmr) è rimasto stabile prima e dopo l'intervento, un dato rassicurante sulla tollerabilità metabolica della dieta nel breve periodo. In entrambi i casi l'eliminazione è una fase, non un punto d'arrivo: l'obiettivo resta traghettare il paziente dalle liste di esclusione a un modello alimentare complessivo ricco di fibre solubili cotte, polifenoli e alimenti minimamente processati, in grado di sostenere la barriera epiteliale e di modulare il microbiota.

Accanto alla revisione dei modelli alimentari, la gestione attuale prevede l'impiego di nutraceutici scelti in base al meccanismo fisiopatologico prevalente. Nei disturbi della motilità e dell'accomodazione gastrica, l'associazione di olio di menta piperita e olio di carvi e le formulazioni multibotaniche come Stw-5 (iberide amara, menta piperita, carvi, camomilla, liquirizia, melissa, angelica, celidonia, cardo mariano) esercitano un'azione antispasmodica, mediata dal blocco dei canali del calcio, e favoriscono il rilasciamento del fondo gastrico. Quando prevale il rallentato svuotamento gastrico, gli estratti di zenzero (con un'azione procinetica e antiemetica attribuita all'interazione con i recettori serotoninergici 5-Ht3 e 5-Ht4) e di carciofo facilitano la digestione dei pasti più complessi e grassi. Nei fenotipi sostenuti da micro-infiammazione e alterata permeabilità duodenale, la curcumina si è dimostrata non inferiore all'omeprazolo (20 mg/die) in uno studio randomizzato multicentrico, con la stabilizzazione dei mastociti tra i meccanismi proposti. Agenti ad effetto barriera, come la zinco-carnosina e i complessi vegetali e minerali composti da una frazione polisaccaridica (Aloe vera, Malva sylvestris, Althaea officinalis), una frazione flavonoidica (Glycyrrhiza glabra, Matricaria recutita) e sali minerali (bicarbonato e carbonato di sodio e calcio), esercitano un'azione protettiva sulla mucosa gastroduodenale. Infine, alcuni probiotici, con effetti strettamente ceppo-specifici (per esempio Bacillus coagulans MY01 + B. subtilis MY02, B. animalis subsp. lactis BL-99), hanno mostrato benefici sintomatici, con un possibile ruolo sulla barriera mucosa duodenale, mentre la melatonina (5 mg alla sera) appare promettente nel fenotipo doloroso, per un probabile effetto di modulazione della nocicezione viscerale. In ogni caso la scelta va guidata dal fenotipo clinico prevalente, con una rivalutazione a 4–8 settimane.

Silvia Ambrogio

Bibliografia

  • Effects of a six-food elimination diet on symptoms, quality of life, and metabolomic profile in patients with functional dyspepsia: An exploratory study. Clin Nutr Espen. 2026 Oct:75:105012.
  • Low Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides, and Polyols Diet vs Traditional Dietary Advice in Postprandial Functional Dyspepsia: A Randomized Clinical Trial. Clin Gastroenterol Hepatol. 2026 Jun 15(26)00440-4.
  • Dietary and nutraceutical interventions for functional dyspepsia: A narrative review. Dig Liver Dis. 2026 Jul;58(7):879-888.

 

Top
Questo sito utilizza i cookies, che consentono di ottimizzarne le prestazioni e di offrire una migliore esperienza all'utente. More details…