Malattie a trasmissione alimentare: la sfida per la salute pubblica parte da Milano

14 Maggio 2026

Le malattie a trasmissione alimentare (Mta) rappresentano oggi una delle sfide più rilevanti per la sanità pubblica, con una stima di oltre 23 milioni di casi all'anno in Europa. Nonostante i numeri ufficiali registrino centinaia di migliaia di casi confermati, la portata reale del fenomeno è spesso sottostimata a causa della mancata segnalazione degli episodi più lievi. Nella sola Città Metropolitana di Milano, l'Ats registra ogni anno circa un migliaio di casi, distribuiti in un centinaio di focolai epidemici.

I principali agenti patogeni e i rischi

Il panorama epidemiologico italiano vede una prevalenza di infezioni da Campylobacter (circa 3-5 mila casi l'anno) e Salmonella (2-3 mila casi). Sebbene meno diffusa, la Listeria monocytogenes desta particolare preoccupazione per la sua elevata letalità, specialmente nei soggetti fragili e nelle persone anziane.

I rischi maggiori si annidano in alimenti comuni: uova crude o poco cotte, carni al sangue, latte e formaggi non pastorizzati, e pesce crudo mal conservato. In una metropoli come Milano, il rischio è amplificato dal consumo frequente di pasti fuori casa e dalla crescente globalizzazione della filiera alimentare, che porta sulle tavole prodotti da ogni parte del mondo.

"Le Mta non possono essere considerate eventi banali", avverte Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine dei Medici di Milano. “Anche se spesso si risolvono spontaneamente, queste infezioni possono evolvere in quadri clinici complessi”. Per questo motivo, l'OMCeOMI ha promosso un corso di formazione FAD asincrona, disponibile dal 13 maggio 2026, volto a rafforzare le capacità di diagnosi e gestione dei medici del territorio. Il corso è accreditato per 5.000 partecipanti, iscritti all’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Milano e fornirà 9 crediti Ecm (Iscrizioni accedendo con SPID/CIE all’area riservata del sito www.omceomi.it.

Prevenzione

La gestione efficace delle Mta in un'area urbana richiede un lavoro di rete tempestivo tra medici, laboratori e servizi di prevenzione. Come evidenziato da Marino Faccini (Ats Milano), la rapidità nella segnalazione di un caso sospetto è fondamentale per individuare la fonte della contaminazione e interrompere la catena di trasmissione, specialmente in contesti collettivi come scuole o aziende. Oltre alla sorveglianza clinica, resta essenziale il rafforzamento dei controlli igienici nelle cucine pubbliche e una maggiore consapevolezza dei cittadini sulla corretta conservazione dei cibi. In un contesto in continua evoluzione, la combinazione di formazione specialistica e vigilanza sul territorio è l'unica via per contenere i focolai e proteggere la salute della comunità.

 

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