Lo studio
La ricerca si è concentrata su due composti molto popolari nel settore della longevità e dell'energia: la Pirrolochinolina chinone (Pqq) e il Nicotinammide mononucleotide (Nmn).
La Pqq è un potente antiossidante presente in tracce in vari alimenti (papaya,kiwi, vari tipi di tè, verdure, latte materno), noto per le sue proprietà neuroprotettive, mentre l'Nmn è un precursore del Nad+, una molecola fondamentale per il metabolismo energetico cellulare.
Per testare l'efficacia di questi integratori, sessanta studenti maschi di educazione fisica sono stati suddivisi in quattro gruppi: un gruppo placebo, uno trattato con 20 mg di Pqq, uno con 300 mg di Nmn e un ultimo gruppo con una combinazione di entrambi. I partecipanti hanno assunto gli integratori un'ora prima di affrontare un test da sforzo sul tapis roulant portato fino al completo esaurimento fisico.
Risultati
Mentre l'esercizio ad alta intensità tende solitamente a compromettere l'accuratezza dei segnali interocettivi a causa dello stress ossidativo, il gruppo che ha assunto Pqq ha mostrato un miglioramento significativo nel cosiddetto Body Listening o ascolto del corpo, ovvero la capacità di sintonizzarsi con le sensazioni interne per ottenere autoconsapevolezza nel corso della performance.
Al contrario, l'assunzione di solo Nmn non ha prodotto effetti significativi sulla consapevolezza corporea immediata. Tuttavia, il gruppo che ha assunto la combinazione di Pqq e Nmn ha mantenuto punteggi interocettivi stabili in tutte le misurazioni, suggerendo un potenziale effetto sinergico tra i due composti nel preservare la stabilità neurale sotto stress fisiologico.
Meccanismi biologici
Secondo gli scienziati, il successo del Pqq risiede nella sua capacità di agire come uno scudo per i circuiti neurali. Durante un esercizio fisico estenuante, il corpo genera un elevato stress ossidativo che può danneggiare le vie di elaborazione dei segnali cerebrali. Il Pqq, attivando specifici percorsi antiossidanti e sostenendo la funzione mitocondriale, protegge i neuroni e garantisce che l'atleta possa continuare a "leggere" correttamente i propri limiti fisici.
Prospettive e limiti
Nonostante i risultati promettenti, i ricercatori sottolineano che lo studio presenta alcune limitazioni. “Il campione era composto esclusivamente da uomini e i risultati si basavano su questionari soggettivi”, sottolineano. “Saranno necessari studi a lungo termine e su popolazioni più ampie per confermare se queste sostanze possano diventare uno standard nell'integrazione sportiva per prevenire infortuni e ottimizzare le prestazioni”. (n.m.)
