Asma e Allergie, il destino si decide nei primi 1.000 giorni. Ruolo chiave del microbiota intestinale

16 Ottobre 2025

Un cambio di paradigma nella comprensione di asma e allergie è stato annunciato di recente a Milano, in occasione del congresso nazionale della Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic). Due recenti studi, pubblicati su Annals of allergy, asthma & immunology e gut microbes, hanno rivelato per la prima volta che l'origine delle allergie e la loro variabilità nel tempo sono strettamente legate al microbiota intestinale formatosi nei primi 1.000 giorni di vita.

Fino a oggi, il meccanismo che influenza la comparsa, la risoluzione spontanea nell'infanzia, o l'insorgenza improvvisa in età adulta o anziana, non era chiaro. Le nuove evidenze mostrano che, sebbene il patrimonio genetico sia una componente, il fattore scatenante cruciale è l'ecosistema di miliardi di microrganismi che matura nei primi due anni di vita. Questo influenza la programmazione del sistema immunitario: un rapporto simbiotico offre protezione, mentre una mancata sintonia aumenta la suscettibilità alle malattie allergiche in qualsiasi momento.

Vincenzo Patella, Presidente Siaaic e direttore Uoc Medicina interna dell’Azienda Sanitaria di Salerno: “Fino a pochi anni fa eravamo convinti che il nostro destino da allergici dipendesse esclusivamente dalla genetica, ma non è solo colpa del nostro bagaglio genetico. L’elemento chiave che entra in gioco è il microbiota intestinale, un ecosistema di miliardi di microrganismi che detta il nostro destino clinico decidendo se e quando, cambia l’espressione dei geni che predispongono a malattie come quelle allergiche”.

Alessio Fasano, pediatra e gastroenterologo del Massachusetts General Hospital di Boston, professore di Pediatria alla Harvard Medical School e Professore di Nutrizione alla Harvard T.H. Chan School of Public Health : “Il microbiota è come un pianista che suona il nostro spartito genetico: se è in equilibrio con il suo ospite, la melodia è armoniosa e il corpo funziona bene, ma se è disturbato da fattori esterni non previsti dalla nostra evoluzione, come il ricorso sempre più diffuso al parto cesareo, l’esposizione eccessiva ad antibiotici, un’alimentazione inappropriata, inquinamento, o stress, la melodia diventa suono stridente, aumentando il rischio di sviluppare allergie”.

Secondo lo studio su Gut Microbes, coordinato da Fasano, la presenza ridotta di specie benefiche come Bifidobacterium e determinati ceppi di Clostridia è stata associata a un rischio maggiore di allergie alimentari e malattie atopiche. Questi microrganismi sono essenziali poiché producono acidi grassi a catena corta, che rafforzano la barriera intestinale e promuovono le cellule T regolatorie (Treg).

L'urgenza di comprendere questi meccanismi è elevata, dato che le allergie sono diventate una vera e propria epidemia globale, in costante aumento in tutte le fasce d'età. Si stima che oltre un terzo della popolazione mondiale soffra di una forma allergica. Inoltre, gli anziani sono esposti a un rischio maggiore di sviluppare allergie o vederle peggiorare, poiché l'immunosenescenza e la ridotta diversificazione della flora batterica (con diminuzione di Bifidobacterium) aumentano la predisposizione.

Queste nuove scoperte aprono prospettive concrete di prevenzione e cura. Patella ha concluso che l'obiettivo prioritario è: “identificare strategie innovative, basate su dieta, probiotici, prebiotici o interventi mirati nei primi mesi di vita o addirittura, prima ancora della nascita, che possano favorire l’equilibrio microbico e rafforzare la tolleranza immunologica”. In questo modo, sarà possibile arginare l’epidemia e migliorare la qualità della vita di milioni di persone.

 

 

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