Un elemento cruciale nel processo di invecchiamento è l'accumulo di specie reattive dell'ossigeno che danneggiano il Dna, attivano infiammazioni croniche e stimolano la produzione di enzimi che degradano collagene ed elastina, accelerando così la perdita di tonicità e l’invecchiamento della pelle [2-4].
Nel mondo della cosmetica moderna, la ricerca della longevità cutanea ha trovato nuovi alleati negli adattogeni, sostanze che aiutano l'organismo a adattarsi ai fattori di stress promuovendo l'equilibrio e la resilienza senza provocare effetti collaterali significativi [6]. I funghi, come il Ganoderma lucidum, il Cordyceps sinensis, il Lentinula edodes, l’Auricularia auricula-judae, il Trametes versicolor ed il Tremella fuciformis con il loro alto contenuto di composti bioattivi, come polisaccaridi [7], triterpenoidi [8], flavonoidi e composti fenolici [9] sono stati utilizzati nella medicina tradizionale cinese per secoli per rafforzare le difese dell'organismo, con effetti benefici sul processo di invecchiamento, sostenendone longevità e vitalità.
Tra questi, l’estratto di Cordyceps sinensis, che si trova solo nelle regioni montuose di Cina, Nepal, Bhutan e Tibet, in alcuni studi aveva dimostrato il suo potenziale nel migliorare la funzione mitocondriale [10] ed il metabolismo energetico cellulare [11]. Tali evidenze, hanno portato i ricercatori a studiare un suo estratto standardizzato in cordicepina e adenosina sull'invecchiamento cutaneo [12]. In un primo tempo l’estratto di Cordyceps è stato sottoposto a saggi in vitro per determinare la sua capacità di aumentare i marcatori di longevità come SirT1, SirT3 e SirT6, la produzione di Atp e Pro-Collagene I e l'effetto di protezione dallo stress attraverso l'espressione di Tlr3, il consumo di Ros citosolico e il ripristino di Nad. SirT1, SirT3 e SirT6 sono proteine note come sirtuine coinvolte nella regolazione dei processi cellulari e nel prolungamento della durata della vita in vari organismi. Queste proteine possiedono proprietà antinfiammatorie e antiossidanti contribuendo alla salute cellulare e alla resistenza ai danni legati all'età [13]. L'adenosina trifosfato (Atp) invece è la riserva energetica cellulare e livelli ottimali di Atp sono associati alla longevità, riflettendo un efficiente metabolismo energetico cellulare [14]. Il Pro-collagene I, precursore del collagene, mantiene l'integrità e l'idratazione della pelle [15].
Tale estratto è stato poi anche sottoposto a un test cosmetico-clinico in vivo in doppio cieco su 40 volontari rispetto al placebo. I promettenti risultati in vitro sull’aumento del collagene nei fibroblasti sono stati evidenziati anche nei soggetti arruolati. Più precisamente, l’emulsione contenete l’estratto di Cordyceps è stata in grado di indurre significativamente la quantità di collagene e migliorare i fasci nel derma dopo 14 e 28 giorni di utilizzo rispetto al placebo. Contemporaneamente ha ridotto le rughe della zona T contrariamente a quanto osservato per il gruppo trattato con placebo. Infine, è stata dimostrata la correlazione tra il test in vitro sulla produzione di Atp e la sperimentazione clinica con un aumento significativo dell'energia della pelle dei volontari che hanno utilizzato l’attivo.
Questa ricerca fa da pioniere nell'esplorazione del rapporto tra marcatori di longevità ed effetti anti-invecchiamento e rivela per la prima volta la correlazione tra la produzione mitocondriale di Atp e l'energia cutanea.
Da questi studi si può affermare che gli adattogeni stanno rivoluzionando il settore cosmetico, introducendo un nuovo paradigma di bellezza consapevole e duratura, la skin longevity, dove la cura della pelle non è solo estetica, ma anche un investimento sulla sua salute e vitalità nel tempo.
Sonia Laneri
Coordinatore della Laurea magistrale in Scienza e tecnologia dell’industria cosmetica - Coordinatore del Master di II livello in Scienza e tecnologia cosmetiche
Responsabile Lab RD Cosmetics - Dipartimento di Farmacia - Università di Napoli Federico II
Bibliografia
- https://doi.org/10.1111/jocd.16484
- https://doi.org/10.3389/fgene.2018.00247
- https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-981-13-3681-2_10
- https://doi.org/10.3389/fphar.2019.00759
- http:// doi: 10.1038/nprot.2009.191
- http:// doi: 10.1186/s13020-018-0214-9
- https://doi.org/10.3390/molecules28196816
- https://doi.org/10.1016/j.fitote.2023.105470
- https://doi.org/10.1080/10408398.2021.1898335
- https://doi.org/10.1016/j.biopha.2020.109834
- https://doi.org/1002/ptr.6536
- https://doi.org/10.3390/ijms25084282
- https://doi.org/3390/ijms24010728
- https://doi.org/1002/bies.201800005
- https://doi.org/3390/polym13223868
