Integrazione pre-natale: Lancet global health promuove i multivitaminici

03 Febbraio 2025

I supplementi multivitaminici rappresentano un approccio più efficace rispetto alla sola somministrazione di ferro e acido folico per ridurre le nascite di bambini “vulnerabili”, soprattutto nei paesi a basso e medio reddito. Questi i risultati di una metanalisi di 16 studi che ha combinato i dati individuali di un vasto numero di partecipanti provenienti da tutto il mondo, pubblicata di recente su The Lancet Global Health.

I neonati “vulnerabili" vengono definiti come quelli che presentano una combinazione di nascita pretermine (prima della 37ª settimana di gestazione), dimensioni piccole per l'età gestazionale (Sga, con peso alla nascita inferiore al 10° percentile per sesso ed età gestazionale) e/o basso peso alla nascita (Lbw, meno di 2.500 grammi). Questi neonati hanno un rischio significativamente maggiore di mortalità neonatale e di problemi di salute a lungo termine. La ricerca ha identificato diverse combinazioni di queste condizioni (ad es. pretermine-Sga-Lbw, pretermine-Aga-Lbw, ecc.) che possono avere cause, effetti sulla salute e risposte agli interventi del tutto diversi.

Lo studio ha esaminato due tipi principali di integratori nutrizionali prenatali: la supplementazione multipla di micronutrienti (Mms) e la supplementazione con piccole quantità di lipidi (Sq-Lns). La prima fornisce una combinazione di vitamine e minerali essenziali, tra cui ferro e acido folico, mentre la seconda, oltre ai micronutrienti, fornisce anche energia e acidi grassi essenziali, con circa 120 kcal al giorno: la Mms è principalmente focalizzata sulla prevenzione delle carenze di micronutrienti, mentre la Sq-Lns mira anche a prevenire la malnutrizione fornendo calorie e grassi aggiuntivi.

La supplementazione prenatale con Mms ha mostrato di ridurre significativamente il rischio di nascita di neonati in diverse categorie vulnerabili. In particolare, ha ridotto il rischio di neonati pretermine-Sga-Lbw del 27%, di neonati pretermine-Aga-Lbw del 18% e di neonati pretermine-Aga-non-Lbw dell'11%. Inoltre, si è osservata una riduzione del 9% nel rischio di neonati a termine-Sga-Lbw e del 5% nel rischio di neonati a termine-Sga-non-Lbw. La Mms ha dimostrato, inoltre, una riduzione significativa nel rischio di neonati pretermine-Sga del 29% e di neonati a termine-Sga del 7%.

La Sq-Lns ha mostrato un effetto protettivo significativo solo sulla categoria di neonati pretermine-Lga-non-Lbw (riduzione del rischio del 22%). Non si sono trovati effetti significativi su altri tipi di neonati vulnerabili. La mancanza di effetti generali significativi potrebbe essere dovuta, segnalano gli Autori, al numero limitato di studi sulla Sq-Lns inclusi nell'analisi e alla minore potenza statistica risultante. Tuttavia, è importante notare che la Sq-Lns era limitata a supplementi che fornivano meno di 120 kcal al giorno e sono in corso ricerche sugli effetti di supplementi con un maggiore contenuto energetico.

Le analisi per sottogruppi hanno suggerito che gli effetti della Mms e della Sq-Lns potrebbero variare in base a diversi fattori. In particolare, l'effetto protettivo della Mms sembra essere maggiore nelle donne nullipare (primo parto) rispetto alle pluripare. L'efficacia della Sq-Lns era maggiore nelle donne che iniziavano la supplementazione prima della 20ª settimana di gestazione, in quelle con Bmi normale e tra coloro che presentavano anemia all'inizio della gravidanza. “Queste analisi esplorative, sebbene richiedano ulteriori studi, suggeriscono che i benefici degli integratori possono essere personalizzati in base alle caratteristiche specifiche della madre”, si evidenzia nell’articolo.

Così concludono gli Autori: “I risultati dello studio sottolineano l'importanza degli integratori nutrizionali durante la gravidanza nei paesi a basso e medio reddito. In particolare, i benefici protettivi della Mms su diverse categorie di neonati vulnerabili, soprattutto quelli con il più alto rischio di mortalità neonatale, forniscono un forte supporto per una sua adozione come standard di cura prenatale, in sostituzione della sola integrazione di ferro e acido folico: una strategia che può avere un impatto sostanziale sulla riduzione della mortalità e morbilità neonatale”.

Nicola Miglino

 

 

 

 

 

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