Cuore di donna: la prevenzione cardiovascolare comincia a tavola

25 Settembre 2026

Si è parlato di alimentazione, prevenzione cardiovascolare e healthy aging femminile all’incontro “Cuore di Donna: Nutrirsi bene per vivere meglio”, organizzato dal Centro Cardiologico Monzino IRCCS nell’ambito della Milano Heart Week. L’appuntamento, che si è svolto il 25 settembre a Milano, ha messo al centro il ruolo delle scelte alimentari nella prevenzione delle malattie cardiovascolari nelle donne.

A confrontarsi sul tema sono state Angela Frenda, responsabile del magazine Cook del Corriere della Sera, Simona Izzo, biologa nutrizionista e food influencer, e Daniela Trabattoni, cardiologa interventista e responsabile di Monzino Women, il centro dedicato alla salute cardiovascolare della donna del Monzino.

L’incontro è partito da alcuni numeri che fotografano la rilevanza della prevenzione cardiovascolare al femminile. Secondo dati preliminari del Progetto CUORE dell’Istituto Superiore di Sanità, il 24% delle donne italiane tra 35 e 74 anni presenta obesità, il 30% ha valori elevati di colesterolo totale o è già sottoposta a trattamento farmacologico e il 37% presenta valori elevati di pressione arteriosa o assume una terapia antipertensiva.

“Ogni 5 minuti una donna viene colpita da una malattia cardiovascolare”, ha ricordato Trabattoni, sottolineando come sovrappeso, ipercolesterolemia e ipertensione rappresentino alcuni dei principali fattori di rischio cardiovascolare modificabili. In Italia, secondo i dati citati nel corso dell’incontro, si registrano circa 124 mila casi all’anno nelle donne, con una mortalità pari al 31%.

Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo dell’alimentazione, che può contribuire a intervenire su diversi fattori di rischio: non soltanto peso, pressione arteriosa e colesterolo, ma anche glicemia, metabolismo e processi infiammatori.

“Non esiste un cibo miracoloso, né uno vietato”, ha spiegato Trabattoni. A contare è soprattutto il modello alimentare nel suo complesso e la possibilità di mantenerlo nel tempo. Un approccio che trova nella dieta mediterranea un riferimento consolidato. Secondo quanto riportato dall’ISS nell’ambito del Progetto CUORE, una maggiore aderenza alla dieta mediterranea è associata a una riduzione del 9% della mortalità cardiovascolare.

La prevenzione è stata quindi declinata in comportamenti quotidiani semplici. I cinque suggerimenti indicati dalla cardiologa sono: aggiungere una verdura al piatto; aumentare il consumo di legumi e ridurre quello di carne lavorata; scegliere più spesso cereali integrali; utilizzare meno sale privilegiando gli aromi; conoscere i propri numeri cardiovascolari, a partire da pressione, colesterolo e peso.

L’obiettivo, ha sottolineato Trabattoni, non è proporre una dieta perfetta o una trasformazione radicale delle abitudini, ma promuovere una maggiore consapevolezza delle scelte quotidiane. “Il cuore non ha bisogno della dieta perfetta, ma di tanti piccoli gesti buoni”, è stato il messaggio conclusivo dell’incontro.

 

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