L’assunzione di fosfati con la dieta può superare i limiti di sicurezza. Occorre dunque prendere provvedimenti, fissandone limiti massimi consentiti come additivi negli alimenti, integratori compresi. Sono le conclusioni di un complesso lavoro di analisi e studio condotto da membri del Panel on Food Additives and Flavourings dell’Efsa, pubblicato nei giorni scorsi e che ha proposto una serie di suggerimenti alla Commissione europea.

Le prime intuizioni che l'integrazione con la vitamina D potesse modulare la permeabilità intestinale e alterare la concentrazione della catelicidina umana LL-37, un peptide antimicrobico del sistema immunitario innato espresso dall'epitelio gastrointestinale, risalgono almeno a una ventina di anni fa e da allora vi sono stati diversi lavori che hanno indagato il suo possibile ruolo nella malattia di Crohn. 

Mobilità limitata e disabilità negli anziani sono correlate a bassi livelli di vitamina K. Questi i risultati di uno studio condotto da ricercatori del Jean Mayer Usda Human nutrition research center on aging (Hnrca) alla Tufts University, Massachussets e pubblicati on line sul Journal of Gerontology: Series A. 

 “La maggioranza delle persone obese che si rivolge a un medico lo fa solo nel momento in cui accusa i sintomi di malattie correlate quali diabete, ictus, ipertensione o tumori. Questo non è più ammissibile in un sistema sanitario come quello italiano che, a oggi, non riconosce ancora l’obesità come una malattia altamente invalidante e che rappresenta un importante fattore di rischio per lo sviluppo di malattie non trasmissibili.”

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