La chetosi nutrizionale, ottenuta attraverso diete chetogeniche, digiuno intermittente o altre metodologie, mostra promettenti effetti cardioprotettivi, agendo su infiammazione, funzione endoteliale e metabolismo lipidico. Tuttavia, è fondamentale considerare i limiti e le controindicazioni, personalizzando l'approccio e monitorando attentamente i pazienti per garantire sia efficacia che sicurezza. Questo, in sintesi, il messaggio di una review da poco pubblicata su Nutrients. A parlarcene, Giulia Matacchione, ricercatore sanitario presso l’Istituto Nazionale di Ricovero e Cura per Anziani INRCA IRCCS di Ancona, tra gli Autori del lavoro.