La terapia chetogenica a bassissimo apporto energetico (Vlekt) sta emergendo come un approccio nutrizionale innovativo con benefici che vanno ben oltre la semplice perdita di peso. Questa strategia, che si distingue dalle altre diete chetogeniche per la drastica riduzione delle calorie, è utilizzata per ridurre l'infiammazione e l'ossidazione e per promuovere il calo ponderale. In particolare, il protocollo KeNuT, suddiviso in fasi chetogeniche e non chetogeniche, mira non solo al raggiungimento del peso ideale, ma anche alla rieducazione alimentare del paziente. L'uso di pasti sostitutivi, sebbene più costoso rispetto agli alimenti freschi, offre vantaggi significativi in termini di controllo nutrizionale e aderenza alla dieta. Ma quali sono i reali benefici della Vlekt e come si confrontano i costi con i vantaggi terapeutici? Ne parliamo con Luigi Barrea, professore associato di Scienza dell'alimentazione e delle tecniche dietetiche applicate all’Università Telematica Pegaso, coordinatore di uno studio sul tema, pubblicato di recente su Nutrients.

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