Il mercato degli integratori alimentari in Italia, con un fatturato annuo stimato in 5 miliardi di euro, è da tempo al centro di un acceso dibattito. Da un lato, c’è chi ne contesta l'utilità; dall'altro, professionisti e associazioni mediche ne sottolineano il potenziale ruolo, seppur specifico e non sostitutivo della medicina tradizionale.

Il consumo eccessivo di barrette e drink proteici o una dieta troppo ricca di proteine potrebbe danneggiare la fertilità maschile e avere un impatto sul numero e la buona qualità degli spermatozoi. A far emergere questo potenziale nuovo fattore di rischio, sono gli esperti della Società italiana di andrologia (Sia), in occasione del VI Congresso “Natura, Ambiente, Uomo” conclusosi di recente nelle Langhe. Sotto la lente degli specialisti, non soltanto un elevato apporto proteico derivante da fonti alimentari naturali, ma soprattutto i cibi addizionati con proteine che molto spesso si trovano sugli scaffali dei supermercati: dall’acqua arricchita, agli snack e ai dolci “pro”.

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