Nel mondo dello sport agonistico, la differenza tra il successo e l'infortunio risiede spesso in una frazione di secondo e, soprattutto, nella capacità di un atleta di interpretare i segnali inviati dal proprio organismo. Questa capacità di percepire e integrare stimoli interni, come la frequenza cardiaca, la fatica e il dolore muscolare, è nota come enterocezione o interocezione. Un recente studio condotto dai ricercatori della Beijing Sport University, e pubblicato sulla rivista Scientific Reports, ha aperto nuovi spiragli su come specifici interventi nutrizionali possano proteggere e migliorare questa preziosa "consapevolezza interna" durante lo sforzo fisico estremo.