Si chiamano “strategie biomimetiche” e stanno guadagnando crescente attenzione tra i ricercatori per la loro capacità di migliorare la somministrazione, la stabilità e la funzionalità dei nutraceutici emulando i sistemi biologici naturali. Come noto, i nutraceutici convenzionali spesso soffrono di limitazioni intrinseche quali l'instabilità nell'ambiente gastrointestinale, la bassa solubilità in acqua e la scarsa biodisponibilità sistemica. L'emulazione di membrane cellulari, percorsi metabolici e meccanismi di trasporto intercellulare permette di superare questi ostacoli, offrendo nuove possibilità per una somministrazione più sicura, efficiente e precisa dei nutrienti. Il tema è stato oggetto di una recente review pubblicata su Biomimetics che ha preso in esame le tecnologie innovative più promettenti su questo fronte.

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