In un’epoca caratterizzata da traguardi straordinari nella medicina perinatale, il latte umano continua a rappresentare una risorsa biologica insostituibile, definita spesso "oro bianco" per il suo valore inestimabile. Per i neonati prematuri o con patologie complesse, non si tratta solo di nutrimento, ma di una vera e propria terapia salvavita. In questo scenario, le Banche del latte umano donato (Blud) operano come un ponte essenziale tra la generosità delle madri donatrici e i bisogni dei piccoli pazienti. Per celebrare questo gesto, il 19 maggio di ogni anno si festeggia la Giornata mondiale della donazione del latte umano, un momento in cui l’Associazione italiana banche del latte umano donato (AIBLUD) e la Società italiana di neonatologia (SIN) uniscono le forze per promuovere una cultura della condivisione.

Nell’ultimo anno, a causa della pandemia, c’è stato un calo di circa il 12% del latte umano donato, alimento fondamentale per i neonati prematuri e per quelli ricoverati nelle terapie intensive neonatali, nonché per i bambini le cui mamme non possono allattare al seno. Il dato emerge dalla terza indagine dell’Associazione italiana banche del latte umano donato (Aiblud) presentata lo scorso 19 maggio in occasione della giornata mondiale della donazione del latte umano.

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