La Spagna scende in campo contro il ricorso a influencer per la promozione di cibo spazzatura ai minori. Al momento, all’intenzione fa seguito una proposta di legge, ancora da approvare, che parla di divieto di comparsa, in comunicazioni commerciali, di “genitori, insegnanti, educatori, professionisti che lavorano nei programmi per bambini, personaggi dello sport, influencer, artisti e persone note che a vario titolo, sia nella vita reale che nella finzione, possano rappresentare un modello o un esempio per i minori”.

Regole ferree contro un’informazione che incentiva il consumo di cibi spazzatura tra i più piccoli. È un appello che un gruppo di società scientifiche, associazioni di familiari e consumatori ha deciso di rivolgere all’Unione europea perché possa legiferare e prendere provvedimenti contro il dilagare di messaggi pubblicitari ritenuti troppo aggressivi.

Nel Regno Unito si annuncia lotta dura contro il cibo spazzatura. Nei giorni scorsi, infatti, il governo di Boris Johnson ha formalizzato la presentazione di un progetto di legge che dal 2023 vieterà la pubblicità televisiva dei prodotti alimentari o delle bevande più caloriche prima delle 21.

Un recente studio dell’Istituto Mario Negri di Milano ha evidenziato come oltre l'80% delle pubblicità di alimenti trasmesse nel nostro Paese nei programmi rivolti ai più piccoli non corrisponda alle linee guida europee. L'analisi, condotta tra ottobre 2016 e gennaio 2017, ha preso in esame 180 ore di programmi televisivi da sei dei canali italiani più seguiti dai bambini. Ne abbiamo parlato con Silvano Gallus, epidemiologo, direttore del laboratorio di Epidemiologia degli stili di vita al Mario Negri e prima firma dello studio pubblicato di recente su Public health and nutrition.

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