È sempre più frequente l’impiego di integratori in persone guarite dal cancro o in corso di malattia, nella convinzione che possa rappresentare un utile freno alla comparsa di recidive. Una fotografia del fenomeno arriva dal Regno Unito, grazie a una ricerca pubblicata su Cancer, organo ufficiale dell’American cancer society, che ha visto la collaborazione tra l’University college London e il Leeds institute of health science.

Il consumo giornaliero di due o più bevande zuccherate raddoppia il rischio di tumore dell’intestino, almeno nelle donne, prima dei 50 anni. Non solo: una bibita al giorno fa crescere il rischio del 16%, e del 32% negli adolescenti. Questi i risultati di una nuova ricerca pubblicata su Gut, rivista del gruppo Bmj.

A determinare il rischio cancro colo-rettale è un insieme di elementi tra loro strettamente concatenati: dieta, microbiota, vitamina D e infiammazione. L’alterazione di tale equilibrio aggrava pesantemente il pericolo della malattia. A sottolinearlo, una ricerca coordinata dall’Istituto europeo di oncologica di Milano e pubblicata su Nutrients.

Il consumo di cereali integrali rappresenta una valida strategia per garantire il benessere del tratto gastrointestinale a lungo termine e ridurre il rischio di insorgenza di cancro, soprattutto quello del colon-retto. La conferma da una review appena pubblicata su Nutrients che ha voluto indagare i dati oggi disponibili sulla relazione tra assunzione di cereali integrali e prevenzione dei tumori gastrointestinali, con particolare attenzione a quelli di colon-retto, stomaco ed esofago. Ne abbiamo parlato con Valeria Gasperi, ricercatrice di Biochimica presso il dipartimento di Medicina sperimentale dell’Università Tor Vergata di Roma, tra gli Autori del lavoro insieme a Maria Valeria Catani, Isabella Savini e Valentina Tullio.

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