La pandemia in corso ha dato una spinta rilevante al mercato delle vitamine che, nel 2020, ha raggiunto un valore di 545,6 milioni di euro (valore prezzo al pubblico), in crescita del 22,1% rispetto all’anno precedente, secondo quanto comunicato in questi giorni da Iqvia, il provider globale di dati, analisi, consulenza e tecnologie innovative in ambito farmaceutico.

A determinare il rischio cancro colo-rettale è un insieme di elementi tra loro strettamente concatenati: dieta, microbiota, vitamina D e infiammazione. L’alterazione di tale equilibrio aggrava pesantemente il pericolo della malattia. A sottolinearlo, una ricerca coordinata dall’Istituto europeo di oncologica di Milano e pubblicata su Nutrients.

La vitamina D ad alte dosi non si rivela efficace nel prevenire le ricadute di asma e Bpco se non i soggetti gravemente carenti. Questi i risultati di un’analisi post hoc condotta su un sottogruppo di 775 tra i 5 mila partecipanti a uno studio condotto tra il 2011 e il 2013, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo teso a valutare l'effetto di un’integrazione mensile di vitamina D ad alto dosaggio in diversi ambiti clinici.

Sono diversi gli studi che sottolineano la correlazione tra vitamina D ed esercizio fisico, considerata la sua azione, indipendentemente dall’età dei soggetti, su trofismo e forza muscolare.

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