Sbalzi d’umore, ansia, depressione. Sono alcuni dei sintomi più frequenti che accompagnano la donna in quella fase di transizione, definita perimenopausa, che compare generalmente dopo i 40 anni. Un aiuto ad alleviare tali sintomi potrebbe arrivare dalla zafferano, secondo uno studio pubblicato sul Journal of menopausal medicine.

La condizione pandemica che stiamo vivendo ormai da qualche tempo e che ci sta costringendo in casa ormai da diverse settimane, ha inevitabilmente concentrato l’attenzione della comunità scientifica sulle problematiche relative alla prevenzione del contagio da Sars coV 2 e sugli approcci terapeutici. Molte le informazioni circolate da una parte su aspetti di igienizzazione e sanificazione e, dall’altra, su tutte le sostanze che possono aiutare il nostro sistema immunitario a rispondere agli attacchi di qualsivoglia patogeno. Non va trascurato, però, anche un altro aspetto, legato alle ricadute psicologiche della nuova vita a cui ci siamo dovuti abituare in condizioni di isolamento e quarantena. La stessa Oms se ne è occupata, pubblicando poche settimane fa linee guida di riferimento per psichiatri e psicologi. Ce ne parla Marzia Pellizzato, Vice-presidente Sifnut (Società italiana formulatori in nutraceutica).

Uno studio clinico senza precedenti condotto da esperti della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs e Università Cattolica, campus di Roma mostra l’efficacia dello zafferano, per la prima volta su pazienti, come cura per una grave forma degenerativa della vista, la sindrome di Stargardt, una rara malattia genetica.

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