Un paziente su tre in ospedale o nelle Rsa risulta malnutrito o a rischio di malnutrizione. Peggio: il 20% dei decessi in ambito oncologico avviene per motivi correlati a carenze nutrizionali. Senza dimenticare i rischi di una cattiva alimentazione in caso di malattie neurodegenerative, respiratorie, gastroenterologiche, polmonari, renali, cardiache, epatiche o infettive, come nel caso di Covid-19.

L’emergenza coronavirus ha portato una significativa riduzione dell’accesso in ospedale da parte di pazienti affetti da patologie non Covid-19. Tutto questo ha avuto un impatto rilevante anche sulla nutrizione medica a supporto dei malati oncologici, con un drastico peggioramento nel loro stato di nutrizione, a causa probabilmente dei ritardi nell’assistenza clinica o delle difficoltà nel procurarsi un supporto nutrizionale adeguato a causa del lockdown.

Un appello perché si arrivi presto al rimborso degli integratori per i pazienti colpiti da tumore ai quali è stato asportato lo stomaco. Arriva dall’associazione "Vivere senza stomaco si può", che, in occasione del suo quarto Convegno nazionale tenutosi di recente a Roma, ha chiesto che sia accolto l'emendamento alla legge di bilancio della senatrice Paola Boldrini, che prevede un rimborso di 11 milioni di euro per supporti nutrizionali da fornire ai pazienti con tumore allo stomaco che abbiano avuto una resezione gastrica.

Secondo Claudia Santangelo, presidente dell'associazione, "gli integratori rappresentano un presidio fondamentale per la nutrizione delle persone che hanno subìto una gastrectomia perché in grado di consentire un equilibrato e corretto apporto di nutrienti anche in assenza totale o parziale dello stomaco. Tuttavia, vi è ancora un trattamento differenziato da regione a regione che di fatto discrimina i pazienti a parità di condizione".

Secondo una stima dell'Associazione italiana registro tumori, sono oltre 3 mila i pazienti esclusi dalla rimborsabilità degli integratori su territorio nazionale.

"La nostra associazione lancia perciò un appello per chiedere che le differenze regionali vengano superate per garantire a tutti i malati omogeneità ed equità di accesso alle cure e soprattutto il diritto a una nutrizione controllata dopo la chirurgia”, aggiunge Santangelo. “Per questo l'approvazione dell'emendamento presentato dalla senatrice Paola Boldrini costituirebbe per noi una vera rivoluzione".

L’emendamento prevede la rimborsabilità dei supporti nutrizionali di qualsiasi tipo per i pazienti con tumore allo stomaco che abbiano avuto una resezione gastrica, in tutte le regioni e non a discrezione delle amministrazioni locali come avviene adesso.

"Nel nostro Paese è sempre più difficile applicare in maniera uniforme uno dei diritti fondanti della nostra Costituzione, il diritto alla salute”, sottolinea la Senatrice Paola Boldrini. “Nel caso dei pazienti con tumore gastrico è ancora più evidente, sia perché non se ne parla abbastanza sia perché c’è poca attenzione al loro stato nutrizionale nel corso delle terapie oncologiche. L’alimentazione nel paziente con patologie oncologiche dell’apparato digerente è fondamentale per una migliore qualità di vita e per una maggiore aderenza alle terapie: per questo ho ritenuto opportuno portare avanti una battaglia, in sede di sessione di bilancio, che permetta la rimborsabilità dei supporti nutrizionali per i pazienti oncologici senza stomaco in tutte le regioni. Oggi queste persone ricevono un trattamento differenziato da regione a regione, di conseguenza a parità di condizione non tutti i cittadini hanno pari diritti. La condizione ideale sarebbe il riconoscimento anche nei Livelli essenziali di assistenza, ma in attesa di centrare questo obiettivo è mio dovere lavorare affinché i supporti nutrizionali, vitali in alcuni casi, siano rimborsati in tutto il Paese".

 

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