Sequestrate in provincia di Teramo 26 mila confezioni di integratori alimentari di lattoferrina. I Carabinieri del Nas di Pescara sono intervenuti presso un magazzino di una ditta di farmaci che faceva produrre da terzi con il proprio marchio gli integratori il cui foglietto illustrativo conteneva informazioni difformi da quelle riportate nell’etichetta notificata al ministero della Salute.

Inopportuna e scorretta. Questo il giudizio che l’Istituto per l’autodisciplina pubblicitaria (Iap) ha riservato alla comunicazione “Lattoferrina l’alleato naturale contro il coronavirus”, relativa all’integratore alimentare “Lattoferrina 200 immuno”, pubblicata sul Corriere della Sera del 28 ottobre 2020.

Il detonatore è un articolo su sito del quotidiano la Repubblica dal titolo: “Mangia il ferro di cui si nutre il virus, così la lattoferrina può combattere il Covid". Racconta di una ricerca condotta dall’Università Tor Vergata di Roma in collaborazione con l’Università La Sapienza che suggerisce un effetto protettivo della lattoferrina contro Covid-19. Da una parte, le farmacie della Capitale vengono prese d’assalto mentre, dall’altra, impazza la guerra mediatica tra scienziati.

Dalla sua scoperta più di 50 anni fa, la lattoferrina è stata oggetto di più di 3 mila studi relativi agli effetti sul sistema immunitario ed è oggi considerata la proteina più polivalente presente nelle difese contro le lesioni dei tessuti e delle infezioni nei diversi vertebrati.  

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