Una ricerca, coordinata dall’Università degli studi di Milano, in collaborazione con l’Institute for Research in Biomedicine di Bellinzona, ha scoperto che l’acido ellagico, una sostanza naturale presente in molta frutta (noci, frutti di bosco, lamponi, uva, melagrana, pistacchi e anacardi) e verdura, limita la formazione di biofilm, una “maglia” che protegge i microorganismi da situazioni avverse, aprendo prospettive di ricerca su infezioni resistenti agli antibiotici.

Aumentare la quantità di fibre presenti nella dieta, provenienti da diverse fonti, migliora la composizione del microbiota e riduce la presenza nell’intestino di batteri che sviluppano i geni della resistenza agli antibiotici.

In Europa, Salmonella e Campylobacter, due tra i batteri maggiormente responsabili di infezioni trasmesse dagli alimenti, stanno diventando sempre più resistenti alla ciprofloxacina, l’antibiotico più comunemente utilizzato in questi casi.

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