Crescono le evidenze di una stretta correlazione tra composizione microbica intestinale e disturbi della sfera psichiatrica. Un ulteriore contributo arriva da un’umbrella review e metanalisi di circa 60 studi clinici caso-controllo da poco pubblicata su Jama Psychiatry.

Sbalzi d’umore, ansia, depressione. Sono alcuni dei sintomi più frequenti che accompagnano la donna in quella fase di transizione, definita perimenopausa, che compare generalmente dopo i 40 anni. Un aiuto ad alleviare tali sintomi potrebbe arrivare dalla zafferano, secondo uno studio pubblicato sul Journal of menopausal medicine.

Quasi sei italiani su dieci usano gli integratori come prevenzione e aiuto per uno stile di vita bilanciato. In particolare, per rafforzare il sistema immunitario e per il supporto fisico, mentre le principali aree di intervento, a disturbo presente, sono legate a stress, stati d’ansia, problemi legati al sonno. Nel 2020, inoltre, il mercato ha acquistato quasi il 12 % di consumatori cosiddetti new comer, ovvero nuovi al mondo degli integratori.

Negli ultimi anni si sente sempre più spesso parlare del cosiddetto asse intestino-cervello, noto anche come gut-brain-axis. Una relazione complessa, quella tra cervello e intestino, nella quale entrano in gioco diversi attori, con un ruolo di primo piano svolto dal sistema nervoso enterico e dal microbiota intestinale. Di psicobiotica e più in generale del ruolo che il microbiota e i probiotici possono giocare nel delicato equilibrio che regola il nostro sistema nervoso centrale e periferico abbiamo parlato con Bernardo Dell’Osso, direttore della Clinica psichiatrica all’Ospedale Sacco di Milano e Gianluca Serafini, docente di Psichiatria all’Università degli Studi di Genova.

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