La supplementazione con Vitamina D riduce in maniera significativa il rischio di mortalità da cancro. Queste le conclusioni di una revisione sistematica e di una metanalisi dei trial clinici randomizzati condotti per valutare il legame tra integrazione di Vitamina D e mortalità per tutte le cause pubblicata sul British medical journal.

Gli alimenti contenenti sostanze fitochimiche bioattive rappresentano oggi una risorsa efficace, sicura, tollerabile, pratica e poco costosa, in chiave sia di prevenzione sia di terapia nutrizionale. Ne è un valido esempio il sulforafano, un isotiocianato presente in natura prodotto da verdure crucifere come i broccoli noncé promettente agente chemiopreventivo con all’attivo studi nei tumori a seno, prostata, colon e derma, oltre che nella carcinogenesi polmonare, gastrica e vescicale.

Se le conseguenze negative sul sistema metabolico sono note, poco si conosceva del rischio correlato al cancro del consumo di bevande zuccherate. A fare luce ci ha pensato uno studio francese pubblicato sul British medical journal che ha preso in esame dati su un campione di circa 100 mila francesi di età media di 42 anni (21% uomini, 79% donne) all’interno del database NutriNet-Santé

La via metabolica del carbonio che coinvolge l'acido folico, le vitamine B2, B6 e B12 e il metabolismo del folato non solo genera gruppi metilici, determinando così processi epigenetici, modificazioni del genoma e carcinogenesi, ma fornisce i composti coinvolti nella sintesi del Dna e nei processi di riparazione, in particolare nella sintesi di purine e pirimidine e nella conversione di dUmp (2-deossiuridina monofosfato) in dTmp (2-deoxythymidine monophosphate). 

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