“La salute è il frutto di equilibrio tra diversi fattori, e l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale in questa partita”. Così scrive Massimo Bonucci, specialista in Oncologia medica e presidente di Artoi, l’Associazione di ricerca per la terapia oncologica integrata, in «Quello che mangi fa la differenza. I cibi consigliati e quelli da evitare per prevenire e curare il male», saggio pubblicato da Newton Compton Editori (256 pagine, 10,00 euro, e-book: 5,99) che spiega in modo efficace e puntuale con quali nuovi strumenti curare e affrontare la malattia tumorale.

Una dieta a forte capacità antiossidante protegge dal rischio cancro, in particolare di colon retto, stomaco ed endometrio. La conferma giunge da una metanalisi appena pubblicata su Critical reviews in oncology/ematology che, per la prima volta, ha voluto mettere un po’ d’ordine rispetto a diversi studi pubblicati negli ultimi anni sull’argomento, con risultati non sempre concordanti.

La supplementazione con Vitamina D riduce in maniera significativa il rischio di mortalità da cancro. Queste le conclusioni di una revisione sistematica e di una metanalisi dei trial clinici randomizzati condotti per valutare il legame tra integrazione di Vitamina D e mortalità per tutte le cause pubblicata sul British medical journal.

Gli alimenti contenenti sostanze fitochimiche bioattive rappresentano oggi una risorsa efficace, sicura, tollerabile, pratica e poco costosa, in chiave sia di prevenzione sia di terapia nutrizionale. Ne è un valido esempio il sulforafano, un isotiocianato presente in natura prodotto da verdure crucifere come i broccoli noncé promettente agente chemiopreventivo con all’attivo studi nei tumori a seno, prostata, colon e derma, oltre che nella carcinogenesi polmonare, gastrica e vescicale.

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