L’American cancer society (Acs) ha pubblicato le linee guida su dieta e attività fisica nella prevenzione dei tumori, aggiornando quelle del 2012 sulla base delle indicazioni del World cancer research fund/American institute for cancer research (Wcrf/Aicr). Tre le raccomandazioni generali: seguire un modello alimentare sano a tutte le età; raggiungere e mantenere un peso forma per tutta la vita, evitando il sovrappeso nell’età adulta; essere fisicamente attivi.

Due review e uno studio clinico da poco pubblicati ripropongono con forza un ruolo della vitamina D non soltanto nella prevenzione dei tumori ma anche nella prognosi e nella gestione degli effetti collaterali di chemio e immunoterapia.

Cos’è la prevenzione? Una serie di comportamenti, regole e stili di vita tesi a far sì che quella patologia non si manifesti per nulla, evitandone l’insorgenza grazie alla messa in atto di misure volte a impedire la trasformazione di una cellula normale in cancerosa. Queste le premesse da cui parte Il Libro d’Oro della Prevenzione - Difendere la salute con gli integratori alimentari e le vitamine (Philippe Lagarde, Mind Edizioni), in cui l’autore volge lo sguardo da un lato alla guerra aperta ai “veri nemici”, ovvero i radicali liberi che “ci inquinano ogni giorno, presenti nell’aria malsana che respiriamo, ma anche nei cibi che mangiamo e diamo da mangiare ai bambini” e, dall’altro,  all’integrazione alimentare.

Il composto bioattivo naturale da annoverare tra i più promettenti in ambito anti-tumorale. Questa la curcumina secondo Antonio Giordano e Giuseppina Tommonaro, rispettivamente direttore dello Sbarro institute for cancer research and molecular medicine di Filadelfia e ricercatrice presso il Cnr di Pozzuoli (Na), che hanno appena pubblicato una review a tema su Nutrients.  

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