Negli ultimi 20 anni molte ricerche si sono concentrate sul ruolo dei nutrienti nella prevenzione delle malattie neurodegenerative. Al tema è stato di recente dedicato un numero speciale della rivista Nutrients dal titolo Bioactive natural compounds for therapeutic and nutraceutical applications in neurodegeneration. Ne abbiamo parlato con il Guest editor, Maria Antonietta Panaro, del dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Biofarmaceutica presso l’Università Aldo Moro di Bari.

Troppi studi epidemiologici e osservazionali sui benefici della dieta nel preservare, con il tempo, la funzione cognitiva, non trovano conferme negli studi clinici. Due le possibili spiegazioni: o non esiste una relazione causa/effetto o i trial clinici sono mal disegnati. Da queste premesse nasce il tentativo del Nutrition for dementia prevention working group della University of southern California (Usc) di fornire suggerimento su strategie efficaci per indagare nel modo migliore il rapporto tra dieta e salute cerebrale.

Una dieta ricca di fibre è legata a minor rischio di demenza invalidante. Questi i risultati di una ricerca da poco pubbIicata su Nutritional neuroscience, che ha valutato le abitudini dietetiche di 3.700 adulti sani di mezza età, seguiti per un massimo di 20 anni.

Si terrà al Grand Hotel Villa Torretta di Sesto San Giovanni (MI) il 12-13 maggio prossimi, l’11° Congresso Nazionale “Nutrizione e Neurodegenerazione”, promosso dall’associazione Brain & Malnutrition, in collaborazione con la Fondazione Grigioni per il Parkinson.

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