Basta cambiare abitudini alimentari privilegiando frutta, verdura e pesce e carne magra e, in sole tre settimane, i sintomi depressivi subiscono una netta inversione di tendenza. Sono le conclusioni di uno studio, “pioniere” in questo ambito, condotto su un gruppo di una settantina di giovani adulti e pubblicato su PlosOne.

“La salute è il frutto di equilibrio tra diversi fattori, e l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale in questa partita”. Così scrive Massimo Bonucci, specialista in Oncologia medica e presidente di Artoi, l’Associazione di ricerca per la terapia oncologica integrata, in «Quello che mangi fa la differenza. I cibi consigliati e quelli da evitare per prevenire e curare il male», saggio pubblicato da Newton Compton Editori (256 pagine, 10,00 euro, e-book: 5,99) che spiega in modo efficace e puntuale con quali nuovi strumenti curare e affrontare la malattia tumorale.

Una dieta a forte capacità antiossidante protegge dal rischio cancro, in particolare di colon retto, stomaco ed endometrio. La conferma giunge da una metanalisi appena pubblicata su Critical reviews in oncology/ematology che, per la prima volta, ha voluto mettere un po’ d’ordine rispetto a diversi studi pubblicati negli ultimi anni sull’argomento, con risultati non sempre concordanti.

La diminuzione della qualità del seme umano è oggi una realtà in tutto il mondo, con maggiore prevalenza nei paesi sviluppati e industrializzati, indicando i cambiamenti nei fattori di stile di vita modificabili come cause principali.

In letteratura si trovano numerosi studi che mettono in relazione la qualità spermatica con interi schemi dietetici, gruppi di alimenti e singoli nutrienti, integratori alimentari e antiossidanti.

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