Negli ultimi anni la ricerca ha identificato specifici alimenti e nutrienti in grado di avere effetti protettivi sia nella fase di prevenzione sia durante il trattamento farmacologico in caso di Ca mammario. Ne abbiamo parlato, in occasione del Congresso Sifiog (Società italiana fitoterapia e integratori ostetricia e ginecologia) svoltosi di recente a Roma, con Franca Delle Fratte, specialista in ginecologia, ostetricia e psichiatria presso l’ospedale Sant'Eugenio e coordinatore clinico del percorso senologico all’ospedale Sandro Pertini della città capitolina. 

Il ricorso a integratori alimentari dopo una diagnosi di tumore al seno è un’esperienza molto comune, ma le evidenze attuali a supporto sono ancora scarse. In letteratura ci si riferisce soprattutto a quelli a spiccata azione antiossidante, alla luce del meccanismo di azione dei chemioterapici che agiscono attraverso la generazione di radicali liberi.

Una gran mole di dati supporta oggi l’evidenza di un ruolo protettivo giocato da diversi componenti nutrizionali della dieta mediterranea nei confronti di un ampio spettro di malattie croniche, da quelle cardiovascolari, a quelle neurodegenerative, al cancro. Proprio in ambito oncologico e in particolare per ciò che concerne il carcinoma mammario negli ultimi anni sono emerse molte evidenze sul ruolo profilattico di diversi composti bioattivi e sul relativo meccanismo d’azione.

È sicuramente tra le complicanze più invalidanti per i pazienti oncologici, in grado di comprometterne gravemente la qualità di vita. Parliamo della cosiddetta fatigue da cancro, ovvero quel corredo di sintomi composto da un mix di stanchezza fisica e piscologica che spesso accompagna le terapie e che può permanere anche a distanza di tempo dopo la fine delle cure. Negli ultimi anni, la ricerca ha posto attenzione a possibili rimedi naturali, visti anche i fallimenti spesso correlati a terapie farmacologiche o complementari, dallo yoga, all’agopuntura, per citarne qualcuno. Il ginseng è stato testato in diversi trial, al punto che un gruppo di ricercatori ha ricostruito quanto oggi disponibile in letteratura, pubblicando di recente una review sul Journal of advanced praticioner in oncology.

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