Free-from e rich-in, la spesa degli italiani si fa sempre più salutare e sostenibile

15 Giugno 2021

Il carrello della spesa degli italiani è sempre più “green”, secondo la nona edizione dell’Osservatorio Immagino relativa all’anno 2020: il 22% degli oltre 120 mila prodotti rilevati da GS1 Italy in collaborazione con Nielsen riporta in etichetta un claim sulla sua sostenibilità e il loro giro d’affari supera i 10 miliardi di euro. Nello specifico, crescono consumi e prodotti nell’ambito del free-form e del rich-in.

Nel primo caso, tra gennaio e dicembre dello scorso anno, si è sviluppato un giro d’affari vicino ai 7 miliardi di euro, in crescita del +3,3% rispetto al 2019. La performance positiva si deve alla crescita della domanda, trainata principalmente dai prodotti accompagnati dai claim senza antibiotici, non fritto, senza glutammato e senza additivi. Buoni anche gli andamenti dei prodotti senza zuccheri aggiunti, senza grassi idrogenati e di quelli con poche calorie, a sottolineare l’interesse per la riduzione del consumo di zuccheri e di sale e, più in generale, della persistente e alta propensione a un’alimentazione più sana.

Balzo in avanti anche del paniere dei prodotti accomunati dalla presenza sulle etichette di un’indicazione volontaria appartenente all’universo del rich-in. A dicembre 2020 l’Osservatorio Immagino ha registrato 8.645 referenze alimentari sulle cui confezioni compariva almeno uno dei 12 claim indicanti la presenza di una componente nutrizionale “positiva”. Complessivamente, nel corso dell’intero 2020, questi prodotti hanno sviluppato un giro d’affari di quasi 3,4 miliardi di euro, in crescita del +4,6% rispetto all’anno precedente.

Anche nel 2020 il claim più rilevante nell’universo del rich-in resta “fibre”, con una quota del 3,7% sulle vendite totali del food e con una quota del 4,6% sull’assortimento alimentare. Sembra che nell’ultimo anno, pur rimanendo un plus significativo, nelle preferenze degli italiani le fibre siano state superate dalle proteine: il paniere dei prodotti che le evidenziano in etichetta è arrivato a 2.281 prodotti e le loro vendite sono avanzate del +9,4% su base annua, ossia due punti percentuali in più rispetto alla performance del 2019.

Oltre alle proteine, l’altro claim best performer del 2020 nell’area del rich-in è stato “Omega 3”, che ha registrato vendite in aumento del +10,1% nei 12 mesi.

Il 2020 è stato anche l’anno dei fermenti lattici: le vendite dei 453 prodotti di questo paniere sono aumentate del +6,0%, migliorando nettamente il +3,8% colto nel 2019.

Lo scenario si completa con i tre claim che nella scorsa edizione dell’Osservatorio Immagino erano stati individuati come emergenti.

La migliore performance è per il claim “iodio”, che in un anno ha registrato un aumento del +8,0% del sell-out. Anno dinamico il 2020 anche per il claim “zinco”, che nei 12 mesi ha aumentato il sell-out del +3,5%. Bilancio negativo, invece, per l’ultimo dei nuovi claim, “magnesio”. Complessivamente nel 2020 le vendite dei 385 prodotti che lo indicano in etichetta sono scese del 2,3%.

Infine, celiaci, intolleranti al glutine o al lattosio o semplicemente interessati a ridurne l’introduzione nella dieta quotidiana hanno potuto contare nel 2020 su 10.171 prodotti alimentari formulati per rispondere a queste precise esigenze nutrizionali. Tante sono, infatti, le referenze rilevate dall’Osservatorio Immagino che presentano in etichetta i claim “senza glutine” e/o “senza lattosio”, o il logo con la spiga sbarrata rilasciato dall’Associazione italiana celiachia. Questo insieme di prodotti, pari al 13,4% di quelli alimentari rilevati dall’Osservatorio Immagino, ha realizzato oltre 4 miliardi di euro di vendite nel 2020, contribuendo per il 14,4% alle vendite totali del paniere food (esclusi acqua e alcolici).

Nicola Miglino

 

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