Il potere del cibo contro tumori

“La salute è il frutto di equilibrio tra diversi fattori, e l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale in questa partita”. Così scrive Massimo Bonucci, specialista in Oncologia medica e presidente di Artoi, l’Associazione di ricerca per la terapia oncologica integrata, in «Quello che mangi fa la differenza. I cibi consigliati e quelli da evitare per prevenire e curare il male», saggio pubblicato da Newton Compton Editori (256 pagine, 10,00 euro, e-book: 5,99) che spiega in modo efficace e puntuale con quali nuovi strumenti curare e affrontare la malattia tumorale.

“Non è corretto” si sottolinea “affermare che un paziente oncologico possa mangiare di tutto o assumere di tutto: nella fattispecie, non deve adottare una dieta iperproteica e tenersi lontano da alimenti come i carboidrati raffinati, carne, pesce di grossa taglia e latticini”.

Molte le curiosità che si apprendono, a partire, per esempio, dal fatto che curcumina e tè verde rappresentano un valido aiuto in associazione ad alcuni farmaci chemioterapici mentre sono sconsigliati l’iperico e il ginkgo biloba, il pepe o la soia.

“La terapia oncologica integrata, nuova frontiera nel trattamento dei tumori, non esclude nessun tipo di intervento”, dice Bonucci. “Ritiene, infatti, utile la terapia farmacologica e la chirurgia, ma le integra con agopuntura, fitoterapia e alimentazione. Il tutto per ridurre gli effetti collaterali delle terapie e potenziare l’efficacia dei farmaci, migliorare la qualità della vita del paziente e aumentare le possibilità di guarigione”.

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