Nutrizione eubiotica, ovvero come il cibo sia grado di determinare risposte metaboliche, ormonali, comportamentali, emotive e immunitarie agendo in modo diretto sul microbiota intestinale.

Intorno a questo tema ruota “La corretta alimentazione nelle diverse patologie” (Tecniche Nuove, 244 pp, 19,90 Euro), scritto dalle biologhe nutrizioniste Martina Toschi e Sara Giannini.

Il libro esordisce con una prima parte dedicata alla spiegazione di che cosa è il microbiota intestinale, che funzioni svolge e quali conseguenze determini se alterato. Segue poi una parte centrale che affronta il corretto approccio nutrizionale in diverse patologie trattate, dalle malattie infiammatorie croniche dell’intestino a quelle autoimmuni, dall’endometriosi alla sindrome dell’ovaio policistico, dall’ansia agli attacchi di panico e alla depressione.

“Le norme dell'alimentazione eubiotica sottolineano il ruolo del cibo e della dieta quotidiana come fattore preventivo nei confronti delle cosiddette patologie da civilizzazione", sottolineano le autrici. “Il cibo svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento della buona salute, nella prevenzione e nel recupero di uno stato di benessere in molte condizioni patologiche”.

L'emergere di un nuovo campo di ricerca è entusiasmante, ma va incontro in modo inevitabile al dover dimostrare la propria validità e al dover comprendere l'impatto su ciò che è già noto. Questo è certamente il caso dei probiotici, ora definiti come "microrganismi vivi, che quando somministrati in quantità adeguate, conferiscono un beneficio alla salute sull'ospite". 

Come utilizzare i microrganismi per migliorare la qualità dei nutrienti e produrre cibi più sani. Questo il tema di fondo di Beneficial Microorganisms in Food and Nutraceuticals (300 pp; Ed. Springer), curato da Min-Tze Liong.

Il microbiota intestinale comincia a catturare l’attenzione degli addetti ai lavori anche in relazione a disturbi del comportamento alimentare (Dca).

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