Nutritional Epigenomics (B. Ferguson; Academic Press; pp.478; 127 Euro) offre una panoramica completa dell'interazione cibo/Dna e di come questa agisca sui processi fisiopatologici dell’organismo.

Nuovi scenari nello studio dell’asse intestino-cervello si aprono grazie al lavoro pubblicato su Science di un team di ricercatrici dell’Irccs Humanitas di Rozzano (Mi) guidato da Maria Rescigno, capo del Laboratorio di immunologia delle mucose e microbiota di Humanitas e docente di patologia generale di Humanitas university.

In collaborazione con Yakult Italia

Il consumo di probiotici mirati e selezionati aiuta a preservare qualità e variabilità del microbiota intestinale con il passare degli anni. A queste conclusioni è giunto uno studio giapponese, pubblicato su Scientific reports, rivista del gruppo Nature, che ha voluto indagare, in una popolazione anziana, il tasso di variabilità del microbiota intestinale nel corso di un anno e come questo possa essere influenzato dall’assunzione regolare di una bevanda a base di latte fermentato con L. casei Shirota (LcS).

Il latte di soia, la bevanda che deriva da semi di soia interi, è uno degli alimenti funzionali più studiati sia per l’alto valore nutritivo, che lo rende di fatto l’unico sostituto del latte vaccino per vegani, vegetariani e coloro che soffrono di allergia al latte o intolleranza al lattosio, sia perché è una fonte di proteine ​​ed energia a basso costo e di alta qualità per i soggetti malnutriti. La bevanda, inoltre, contiene alcuni componenti benefici come isoflavoni e polifenoli che possono esercitare effetti favorevoli sulla salute cardiovascolare, risultati già messi in luce da numerosi studi clinici e metanalisi.

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