Alla luce dell’allungamento delle aspettative di vita, del rischio di patologie neurodegenerative correlate e della mancanza di soluzioni farmacologiche in grado di contrastare questo processo, la ricerca negli ultimi anni ha cominciato a guardare con grande interesse anche al mondo dei cosiddetti prodotti naturali. Tra i più studiati, sicuramente la curcumina, in virtù delle sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Una review pubblicata di recente su Nutrients ha fatto il punto sui dati pre-clinici e clinici oggi disponibili rispetto a un suo possibile impiego a scopo neuroprotettivo.

Un fitocomplesso estratto dalla buccia del limone per rallentare il declino cognitivo negli anziani. La sfida viene lanciata dall’Irccs Istituto centro San Giovanni di Dio-Fatebenefratelli di Brescia che, nei giorni scorsi, ha annunciato l’avvio di uno studio pilota randomizzato, controllato vs placebo, per valutare l’effetto clinico e biologico di un estratto dalla buccia di limone, standardizzato nel contenuto di auraptene e naringenina (400 mg/die), su funzione cognitiva e alcuni biomarcatori in anziani con declino cognitivo soggettivo.

Tra le sue complesse funzioni, il magnesio svolge un ruolo determinante nel regolare la tensione neuromuscolare e vascolare, e i suoi livelli sono strettamente correlati alla generazione e alla trasmissione degli impulsi nervosi. Non solo: il magnesio può migliorare la plasticità sinaptica, regolare l'attività neuronale e potenziare le funzioni cognitive e di memoria. Proprio per questi suoi ruoli fisiologici rappresenta una strategia integrativa di grande interesse per supportare la funzione cerebrale ed è coinvolto nella fisiopatologia di alcune malattie neurologiche tra cui emicrania, morbo di Alzheimer e Parkinson e disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

Quasi il 40% delle persone di età superiore ai 65 anni sperimenta una qualche forma di perdita di memoria. Quando non vi è alcuna condizione medica sottostante, questo processo è noto come "deterioramento della memoria associato all'età" ed è considerato parte del normale processo di invecchiamento. La causa è molto probabilmente un deficit nel neurotrasmettitore acetilcolina, con occasionali vuoti di memoria che non danneggiano i neurotrasmettitori cerebrali e i sintomi possono essere corretti con semplici interventi.

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