L'assunzione eccessiva di sodio fa salire fino al 30% il rischio di mortalità per malattie cardiovascolari (Cvd), secondo i dati di uno studio pubblicato Jama network open. Un team di ricercatori della Vanderbilt University School of Medicine di Nashville, ha esaminato le associazioni di un eccesso di sodio alimentare con la mortalità per tutte le cause e causa specifica tra gli americani neri e bianchi prevalentemente a basso reddito in uno studio di coorte che includeva 64.329 partecipanti di età compresa tra 40 e 79 anni reclutati da 12 Stati del sud-est dal 2002 al 2009.

Una recente metanalisi pubblicata su Nutrients e condotta da un gruppo di ricercatori italiani, ha valutato la correlazione tra apporto quotidiano di potassio e incidenza di diabete mellito di tipo 2. A parlarcene, Lanfranco D'Elia, ricercatore presso il dipartimento di Medicina clinica e Chirurgia, all’Università di Napoli Federico II, e coordinatore del lavoro.

Nelle donne, una dieta ricca di potassio aiuta a contrastare gli effetti di un eccesso di sale, con conseguente abbassamento della pressione arteriosa. Questi i risultati di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori olandesi e pubblicato di recente su European heart journal, rivista della Società europea di cardiologia.

Mentre è certo è il ruolo della dieta come importante fattore di rischio per l'incidenza e la severità del primo ictus, poche sono le evidenze in prevenzione secondaria. Gli studi Vitatops 10 e Visp 11, condotti all'inizio degli anni Duemila, non hanno riscontrato alcun beneficio significativo dell'integrazione con vitamine del gruppo B (acido folico, vitamine B6 e B12) nel ridurre l'incidenza di ictus ricorrenti.

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