Con l’aumentare dell’aspettativa di vita in salute una delle sfide più interessanti di questi anni consiste nella prevenzione della sarcopenia, una perdita della massa muscolare scheletrica e della funzione fisica, in termini di forza muscolare o prestazione, che si verifica con l'avanzare dell'età e che è diventata sempre più diffusa. 

Due review e uno studio clinico da poco pubblicati ripropongono con forza un ruolo della vitamina D non soltanto nella prevenzione dei tumori ma anche nella prognosi e nella gestione degli effetti collaterali di chemio e immunoterapia.

Oltre alla nota attività sull'omeostasi ossea, recenti studi hanno suggerito un ruolo peculiare della vitamina D anche nella modulazione del sistema immunitario, sia per quanto riguarda l’immunità innata sia per quella acquisita.  In particolare, poi, diverse ricerche hanno dimostrato una relazione tra carenza di vitamina D e comparsa di malattie autoimmuni tiroidee e/o cancro alla tiroide. Ecco così che un gruppo di ricercatori del dipartimento di Medicina traslazionale dell’Università del Piemonte orientale ha condotto una review, di recente pubblicata su Nutrients, allo scopo di mettere in luce le attuali evidenze scientifiche del ruolo della vitamina D nella patologia tiroidea.

La vitamina D come fattore protettivo per Covid-19. Questa l’evidenza che sembra emergere da una ricerca condotta presso il Centro Parkinson e parkinsonismi dell’Asst Gaetano Pini-Cto di Milano con il contributo della Fondazione Grigioni per il morbo di Parkinson e pubblicata su Movement Disorder.

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