Oltre 20 mila addetti, in un mercato complessivo nazionale che muove quasi 4 miliardi di euro e un’industria fiore all’occhiello anche per ciò che concerne l’export. È il quadro di un settore solido e in crescita quello che emerge dalla quinta indagine di settore “La filiera italiana dell’integratore alimentare”, condotta dal Centro studi Federsalus, in collaborazione con Iqvia, sulla base di 143 aziende intervistate.

Il fatturato industriale 2018 della filiera risulta di circa 3,7 miliardi di euro, in aumento per il 75% degli intervistati. La produzione è stata realizzata principalmente da aziende in conto terzi, mentre sul fronte occupazionale siamo intorno ai 22 mila addetti, in aumento per il 53% dei rispondenti.  Anche gli investimenti sono cresciuti nel 2018: l’80% è impiegato in marketing e comunicazione (28%), ricerca e sviluppo (23%), formazione (17%), impianti e nuovi macchinari (12%).

A fine 2019 il mercato degli integratori alimentari in Italia, il principale in Europa, ha raggiunto un valore di circa 3,6 miliardi di euro, cresciuto del 3,6% rispetto al 2018.

 

 

Il farmacista e il medico restano un punto di riferimento irrinunciabile per i consumatori. Nel 2019 ci sono state 28,6 milioni di prescrizioni mediche di integratori alimentari e la farmacia, sia essa “fisica” o virtuale, rimane il principale canale di vendita degli integratori che si confermano la seconda categoria dopo il farmaco su prescrizione e danno il maggior contributo alla crescita.

 

 

L’export rappresenta una delle principali leve del business: nel 2018 è stato pari a 735 milioni di euro e ha inciso complessivamente per il 20,1% del fatturato, in aumento per oltre metà delle aziende intervistate, collocando l’Italia, a fine 2018, al 7° posto dei Paesi maggiori esportatori di integratori alimentari.

“Il comparto rappresenta in Italia una punta di diamante sia a livello di consumi sia di produzione, tra le eccellenze che possono agganciare la ripresa economica e sulle quali auspichiamo il sostegno delle Istituzioni”, dice Andrea Zanardi, presidente Federsalus. “I dati raccolti dall’indagine mostrano un settore solido e dinamico, capace di innovare e con un’occupazione che secondo le aziende rispondenti è costante e/o in crescita. In questa fase difficile, il consumatore ha incluso l’integratore alimentare tra gli acquisti fondamentali, riconoscendone un ruolo nel mantenimento della salute e del benessere. Di fronte a un prodotto entrato nelle abitudini dei consumatori e a un mercato florido, il tema regolatorio a livello europeo acquista una rilevanza cruciale. Per questo Federsalus ha tra le sue priorità il rafforzamento del perimetro in cui si muovono le nostre aziende e auspica che il formalismo dei feedback presente nei regolamenti sia contestualizzato attraverso un’interlocuzione sui contenuti e su dati scientifici dimostrabili”.

Nicola Miglino

È Andrea Zanardi, Amministratore delegato di Meda Pharma Spa (gruppo Mylan), il nuovo presidente di Federsalus, associazione che in Italia rappresenta le aziende del settore degli integratori alimentari.

In arrivo nuovi standard di riferimento per le buone pratiche di fabbricazione nella produzione di integratori alimentari. A comunicarlo la Giunta esecutiva Uni che ha approvato nei giorni scorsi l’avvio dei lavori di elaborazione di una cosiddetta “Prassi di Riferimento” che porterà, appunto, alla stesura delle nuove indicazioni.

Si fa sentire il contraccolpo dell’emergenza Covid-19 sull’intero comparto industriale della filiera integratori. A fornire i numeri della crisi è Federsalus, con un’indagine condotta su 87 aziende del settore tra il 2 marzo e il 3 aprile scorsi.

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