Assumere complessi multivitaminici, omega-3, probiotici o supplementi di vitamina D potrebbe ridurre il rischio di positività al test per Sars-Cov-2, almeno nelle donne. A dirlo un ampio studio di popolazione pubblicato online su Bmj nutritionand prevention and health.

Il microbiota intestinale è strettamente coinvolto nell’evoluzione di Covid-19, in relazione alla risposta immunitaria dell'ospite. Inoltre, la disbiosi conseguente può persistere anche dopo la guarigione, contribuendo all’insistenza di alcuni sintomi che pregiudicano una rapida ripresa. Queste le conclusioni di una ricerca pubblicata su Gut, rivista del gruppo Bmj, che ha voluto mettere in relazione gravità della malattia, disbiosi intestinale e marker ematici di infiammazione in pazienti colpiti da Covid-19.

Vitamina B6 come possibile argine alla tempesta citochinica che caratterizza l’evoluzione del quadro clinico in pazienti colpiti da Covid-19. L’ipotesi viene suggerita su Frontiers in Nutrition da un gruppo di scienziati asiatici guidati dal giapponese Thanutchaporn Kumrungsee, che tracciano uno scenario plausibile sulla base di alcune evidenze in letteratura.

Varietà e quantità dei batteri intestinali possono incidere sulla gravità di Covid-19 e sulla risposta del sistema immunitario all'infezione, secondo una ricerca pubblicata di recente su Gut. Non solo: una situazione di disbiosi può avere anche ricadute nel cosiddetto post-Covid, ovvero quella sindrome che persiste nei pazienti colpiti dalla malattia anche dopo l’eliminazione del virus.

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