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Impiego di Zinco, vitamina D e nicotinamide in ambito dermatologico

04 Giugno 2020

Le prove della sicurezza e dell'efficacia degli integratori comunemente raccomandati in dermatologia sono ancora limitate, seppur molto promettenti.

Lo zinco ha importanti ruoli catalitici, strutturali e regolatori all'interno della cellula. La rapida risoluzione dell’acrodermatite enteropatica, con diarrea, dermatite e alopecia, con terapia con zinco ne ha suggerito un ruolo come integratore in dermatologia.

Uno studio in doppio cieco che ha esaminato l'efficacia del solfato di zinco orale (220 mg Bid) nell’alopecia areata ha evidenziato che, pur con aumento significativo dei livelli sierici di zinco dopo l'integrazione, non vi è stato alcun miglioramento clinico nell'estensione o nell'attività della malattia.

Uno studio osservazionale non controllato che ha esaminato la ricrescita dei capelli a seguito di un’integrazione di gluconato di zinco orale (50 mg/die) in pazienti con alopecia areata ha osservato la ricrescita dei capelli nel 66,7% dei casi: in questi pazienti i livelli sierici di zinco sono aumentati in misura significativamente maggiore rispetto a quanti non hanno ottenuto risposta.

Anche le prove di efficacia dello zinco nell’acne vulgaris sono contrastanti: una recente review ha identificato 12 studi, tra randomizzati controllati e casi clinici, ma non ha tratto conclusioni definitive. 

L'integrazione di zinco è stata studiata anche nella guarigione delle ferite e in questo ambito, soprattutto in associazione a proteine e L-carnosina, i dati sono promettenti, ma servono studi clinici controllati su campioni più ampi.

La vitamina D sembra avere un ruolo nella riduzione del rischio e nella progressione del melanoma.

Per quanto riguarda la dermatite atopica, uno studio controllato, randomizzato del 2011 ha confrontato l'efficacia delle vitamine D e/o E rispetto al placebo, riscontrando una riduzione significativa di Scorad  (punteggi di dermatite atopica) nei pazienti con patologia dopo 60 giorni di trattamento con vitamina D o E. Il miglioramento maggiore è stato osservato nei partecipanti trattati con entrambi.

Uno studio precedente e di dimensioni inferiori, sempre in bambini con dermatite atopica, ha evidenziato un miglioramento significativo nella valutazione globale dei pazienti trattati con vitamina D rispetto al placebo, ma nessun effetto nel punteggio Easi (area eczema e indice di gravità).

Sulla base di questi studi, la revisione Cochrane del 2012 degli integratori alimentari nella dermatite atopica ha concluso che non ci sono prove sufficienti per raccomandare l'uso della vitamina D in questa condizione. Da allora, numerosi studi randomizzati hanno esaminato l'impatto della supplementazione di vitamina D sui punteggi di gravità della dermatite atopica usando diverse dosi e intervalli di trattamento. Con l'eccezione di un caso, i diversi team di ricerca hanno scoperto che l'integrazione di vitamina D riduce significativamente Scorad, punteggio Easi, colonizzazione di Staphylococcus aureus e indice di eritema.

Uno studio trasversale non controllato verso placebo ha inoltre rilevato una riduzione significativa sia del livello Scorad sia del livello medio di immunoglobulina E (IgE) in seguito alla supplementazione di vitamina D, suggerendo forse un ruolo immunoregolatorio per questa vitamina.

Gli studi sull'uso della nicotinamide nella prevenzione dei tumori cutanei non melanomatosi sono promettenti, ma va notato che il suo effetto chemiopreventivo non persiste dopo l'interruzione della supplementazione. Due piccoli studi randomizzati hanno infatti valutato gli effetti fotoprotettivi della nicotinamide nell'uomo in seguito all'esposizione ai raggi Uv simulata dal sole e alla terapia fotodinamica. La nicotinamide non ha dimostrato alcun effetto nel ridurre la dose minima di eritema (Med) rispetto al placebo, ma la fotoimmunosoppressione è stata significativamente ridotta nel gruppo integrato con nicotinamide in entrambi gli studi.

In un trial randomizzato in doppio cieco di Fase II, la riduzione relativa della conta della cheratosi attinica dal basale a 4 mesi di trattamento era significativamente più bassa nel gruppo integrato rispetto al placebo. Uno studio di fase 3 con integrazione per 12 mesi in pazienti con una storia recente di tumori cutanei non melanomatosi ha scoperto che i tassi di nuovi tumori e chetatosi erano significativamente ridotti rispetto al placebo, ma dopo 6 mesi di sospensione della nicotinamide non è stato osservato più alcun beneficio.

La tossicità da nicotinamide è stata segnalata a dosi superiori a 3,5 g/die, con eventi di epatotossicità reversibile, per cui è consigliato di non superare i 900 mg / die. Non sono inoltre ancora disponibili dati sull'efficacia e sulla sicurezza a lungo termine della nicotinamide.

Per quanto riguarda efficacia e sicurezza di biotina e polipodio gli studi controllati randomizzati su larga scala sono ancora particolarmente carenti.

Silvia Ambrogio

Bibliografia

  • Dietary supplements in dermatology: a review of the evidence for zinc, biotin, vitamin D, nicotinamide, and polypodium. Journal of the American Academy of Dermatology. 29 April 2020
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