Il glaucoma, una neuropatia ottica caratterizzata da progressiva neurodegenerazione della retina interna, rimane la principale causa di perdita irreversibile della vista e, dato il progressivo invecchiamento della popolazione, si valutano strategie integrative che ne prevengano o ritardino l’insorgenza.

 “Sarà possibile in futuro diagnosticare alcune malattie oculari anche tramite l’esame del microbiota oculare e intestinale? Su questa materia siamo ancora all’anno zero: ci vorranno numerosi studi per confermare queste ipotesi, ma le evidenze potrebbero iniziare a suggerire questo”. Così Alberto Lanfernini, consigliere dell’Associazione italiana medici oculisti (Aimo), riunitasi a congresso nei giorni scorsi a Roma. “Senz’altro - prosegue Lanfernini - il tema è fortemente innovativo in oculistica, quasi una frontiera inesplorata, in cui ci si comincia ad affacciare”.

“Il coenzima Q10, componente importante della catena di trasporto degli elettroni mitocondriale, è un potente antiossidante e il nostro e altri gruppi ne hanno riportato la capacità di prevenire la perdita delle cellule gangliari retiniche

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