Sono molti gli indizi che suggeriscono una stretta interazione tra alcuni nutrienti e il sistema immunitario e, di fronte a pandemie come quella in corso, in assenza di un vaccino o cure specifiche, la strada di un rafforzamento delle nostre difese attraverso l’alimentazione può essere un aiuto in più, in particolari nei soggetti più fragili come gli anziani.

Vaccini e misure di salute pubblica sono più che mai necessari ma sicuramente non sufficienti a far fronte al dilagare delle malattie infettive a livello mondiale. Bisogna cercare altre strade, sicure, efficaci ed economiche. Tra queste, la più promettente è quella di fornire un corretto apporto nutrizionale al nostro organismo, per sostenere nel migliore dei modi funzionalità ed efficienza del sistema immunitario. Queste le conclusioni di un gruppo di ricerca internazionale che ha appena pubblicato su Nutrients una review della letteratura internazionale sul ruolo dei nutrienti a supporto della funzione immunitaria.

Negli Stati Uniti, la maggior parte delle donne in gravidanza e in allattamento fa uso di integratori alimentari a dosaggi superiori rispetto a quanto raccomandato. È bene, perciò, che medici e nutrizionisti abbiano l’occhio vigile, per consigliarne l’impiego nella maniera più corretta e mirata. Il monito arriva da uno studio americano, condotto dalla Purdue University, nell’Indiana, in collaborazione come le università dello Utah e del Colorado e pubblicato su Obstetric & Ginecology.

Gli integratori alimentari a base di zinco e acido folico non sembrano migliorare la fertilità maschile, secondo quanto riportato in uno studio appena pubblicato su Jama e condotto dall'Eunice Kennedy Shriver National institute of child health and human development (Nichd), parte degli Hih (National institutes of health). 

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