Il complesso di zinco e carnosina, chiamato Zinco-L-carnosina (ZnC), è molto utilizzato come integratore di zinco poiché la carnosina facilita il suo assorbimento e in questa formulazione ha all’attivo numerose evidenze nel ripristino della barriera mucosale nell’ulcera peptica. La capacità di ZnC di promuovere la guarigione dell'ulcera è anche associata alle sue proprietà antiossidanti e, in particolare, alla capacità di ripristinare i livelli di glutatione nella mucosa.

Una dieta ricca di proteine, zinco e niacina e povera di grassi saturi rende i vasi sanguigni più elastici ed efficienti. Questa la conclusione di uno studio presentato in anteprima di recente a Maastricht, nel corso del Congresso europeo sull'obesità. Ricercatori del Tel Aviv-Sourasky medical center e della Sackler faculty of medicine, hanno arruolato 72 persone con sindrome metabolica e obesità (55,5% maschi, età media 53 anni; Bmi medio: 34 kg/m2), sottoponendole per un anno a un programma intensivo di perdita di peso multidisciplinare, che integrava dieta ed esercizio fisico personalizzato. Ai partecipanti è stato chiesto di compilare un questionario alimentare dettagliato una settimana prima di iniziare il programma e un anno dopo, a fine studio.

Si chiama spermidineLIFE ed è il primo e originale integratore alimentare, da poco disponibile in Italia, ricco di spermidina naturale al 100%. Approvato dall’Efsa come novel-food, si posiziona come supporto a dieta e attività fisica nel combattere lo stress ossidativo e aumentare le difese immunitarie basandosi sul principio dell’autofagia, un processo attraverso il quale le cellule eliminano e riciclano le componenti inutili o danneggiati, identificato per la prima volta dal biologo giapponese Yoshinori Ohsumi in uno studio che nel 2016 gli è valso il Nobel per la Medicina.

Uno studio sui tumori ematici, pubblicato su Blood, svela per la prima volta alcuni meccanismi chiave attraverso i quali lo zinco esercita una preziosa funzione sul sistema immunitario. Un gruppo di ricerca del Fred Hutchinson cancer research center di Seattle, da tempo sta cercando di comprendere cosa accade al sistema immunitario dopo chemioterapia o in seguito ai cosiddetti regimi di condizionamento utilizzati prima di un trapianto di cellule staminali. In particolare, l’attenzione va focalizzandosi sui linfociti T e il timo, loro organo di produzione e sviluppo.

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