Si susseguono pubblicazioni sul ruolo della vitamina D in caso di Covid-19. L’ultima, su Clinical Nutrition, riguarda uno studio osservazionale, prospettico, condotto presso l’Ospedale San Matteo di Pavia, tra i centri di riferimento Covid lombardi.

Il 30% dei pazienti guariti da Covid-19 arriva a perdere sino anche più del 5% del peso corporeo e oltre la metà è a rischio di malnutrizione. Questi i risultati di uno studio condotto all’Ospedale San Raffaele di Milano e pubblicato su Clinical Nutrition.

Bassi livelli di vitamina D sono correlati da una parte ad aumento di Il-6 e, dall’altra, a una maggiore gravità di Covid-19. Questi i risultati di uno studio osservazionale condotto da un gruppo di lavoro dell’Università di Siena e dell’Irccs Istituto auxologico italiano, comparso nei giorni scorsi nell’area First Look on Ssrn delle riviste del gruppo The Lancet, spazio open access dove vengono raccolti lavori in attesa della peer review e prima dell’effettiva pubblicazione.

Il detonatore è un articolo su sito del quotidiano la Repubblica dal titolo: “Mangia il ferro di cui si nutre il virus, così la lattoferrina può combattere il Covid". Racconta di una ricerca condotta dall’Università Tor Vergata di Roma in collaborazione con l’Università La Sapienza che suggerisce un effetto protettivo della lattoferrina contro Covid-19. Da una parte, le farmacie della Capitale vengono prese d’assalto mentre, dall’altra, impazza la guerra mediatica tra scienziati.

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