Una molecola essenziale per la vita, ma dalla scarsa biodisponibilità che ha portato la ricerca a caccia di nuove e più efficienti formulazioni. Parliamo del coenzima Q10, oggetto di un test clinico pilota in una formulazione fitosomiale, al fine di indagare gli effetti su capacità antiossidante e funzionalità endoteliale. I risultati sono stati pubblicati su Biofactors.

L'integrazione con micronutrienti, in particolare coenzima Q10 (CoQ10), zinco, rame, selenio e ferro, potrebbe contribuire a migliorare la funzione miocardica nei pazienti con scompenso cardiaco (Sc). Questo quanto sostiene un gruppo di ricercatori anglo-olandesi in una review pubblicata di recente sul Journal of internal medicine, tesa a fare il punto sui meccanismi di regolazione della funzione mitocondriale in gioco nella fisiologia del muscolo cardiaco.

Ne sono ricchi le membrane cellulari e i mitocondri di diversi organi a partire proprio dal cuore cui provvede a un adeguato rifornimento di energia, esercitando anche un’importante funzione antiossidante e antinfiammatoria. Parliamo del CoQ10 che proprio per queste caratteristiche ha catturato l’attenzione degli scienziati tesi a comprenderne il ruolo quale integratore alimentare nelle patologie cardiovascolari o nella gestione dei fattori di rischio associati con patologie cardiovascolari. Ecco così che è stata da poco pubblicata una review da parte di un gruppo di ricercatori italiani che ha fatto il punto sull’argomento. Ne abbiamo parlato con uno degli Autori, Alma Martelli, Professore associato di Farmacologia presso il dipartimento di Farmacia dell’Università di Pisa.

Top
Questo sito utilizza i cookies, che consentono di ottimizzarne le prestazioni e di offrire una migliore esperienza all'utente. More details…